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Tutti i vantaggi di un normale impianto a pavimento ma senza i limiti dei normali impianti a pavimento con massetto

CHE COS'È UN IMPIANTO A PAVIMENTO A SECCO

Il sistema A SECCO viene definito tale poichè si differenzia dal sistema CON MASSETTO  per l'assenza del massetto soprastante al sistema radiante, quindi L'impianto di riscaldamento a pavimento a secco è un normale impianto di riscaldamento a pavimento che presenta tutti i vantaggi dei normali impianti a pavimento senza avere però i limiti dei normali impianti a pavimento con massetto, infatti il massetto rappresenta in assoluto il punto debole degli impianti radianti soprattutto se parliamo di abitazioni coibentate.

Tavola da disegno 2.png

LA TECNOLOGIA

DUAL DRY EPS È il nostro sistema completo di riscaldamento a pavimento a secco, è composto da:
- pannello in EPS pre accoppiato con un foglio di alluminio già incollato nella parte superiore e presagomato pronto ad ospitare il tubo, 

- tubazione in multistrato 16 × 2, 

- collettore con rubinetti e sfiati,

- cassetta collettore,

- attuatori elettrici su ogni circuito del collettore, 

- fascia perimetrale 

- disegno di posa redatto dal nostro ufficio tecnico

- supporto telefonico in tutte le fasi di montaggio

Tutto questo ti permette di avere un sistema completo in soli 2,5 cm e può resistere ad un carico fino a 500 kg al metro quadro. 

Ricorda, puoi avere tutto questo a partire da € 29,90 + IVA al mq.

 
 
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PERCHÉ SCEGLIERE UN IMPIANTO A PAVIMENTO A SECCO

Un impianto di riscaldamento a pavimento a secco è sicuramente da preferire ad un impianto a pavimento con massetto  nelle seguenti situazioni:

- ABITAZIONI COIBENTATE perché non avendo inerzia termica consente una migliore regolazione delle temperature ambiente evitando il fenomeno del pendulamento termico e garantendo quindi un maggior comfort,
- NON VOGLIO PERDERE CM PREZIOSI DI ALTEZZA infatti il nostro sistema più basso ingombra solo 2 cm + colla e piastrella
- NON VOGLIO APPESANTIRE LA STRUTTURA ESISTENTE infatti il nostro sistema non avendo il massetto sopra pesa meno di 2 kg al mq
- ABITO AL CENTRO-SUD ITALIA Nostro sistema non avendo inerzia termica non necessita di rimanere costantemente acceso, ma può essere acceso e spento a necessità, esattamente come avviene per gli impianti con termosifoni. questa caratteristica lo rende particolarmente adatto anche in zone dove il riscaldamento viene utilizzato solo poche ore al giorno.
- HO FRETTA DI ENTRARE IN CASA Il sistema a secco è molto più rapido da posare perché non avendo il massetto sopra-stante, non necessita delle tempistiche di asciugatura del massetto che sono minimo di 21 giorni.
- SI TRATTA DI UNA SECONDA CASA O DI UNA STRUTTURA RICETTIVA  Perché in queste situazioni necessito di accendere il riscaldamento solo in determinati momenti e la zona si deve riscaldare in poco tempo, quindi non posso utilizzare i normali sistemi con massetto che non possono essere accesi e spenti.

 
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SCONTO IN FATTURA

I nostri impianti possono accedere a qualsiasi tipologia di incentivo esistente, nel caso del Conto Termico data la loro elevatissima efficienza godono di uno dei maggiori incentivi del mercato, poi ovviamente possono beneficiare della detrazione fiscale al 110% o al 65%. In quest'ultimo caso noi accettiamo anche lo sconto in fattura e quindi potrai avere il tuo impianto pagando solo il 35% del suo valore. Per il 110% invece accettiamo la Cessione del Credito. 

 

CONFRONTA CON ALTRI SISTEMI RADIANTI

Il mercato è ricco di tantissime tipologie di impianti radianti ed è pertanto impossibile metterli tutti a confronto in una semplice tabella qui sotto.  
I nostri prodotti rappresentano un'eccellenza nel mercato, pertanto Abbiamo preparato per te una tabella riepilogativa individuando 3 categorie di prodotti. Ti invitiamo a confrontare attentamente i seguenti dati con qualsiasi altro prodotto tu voglia perché siamo certi di offrirti un prodotto eccezionale ad un prezzo estremamente competitivo.

 
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RISPOSTE A DUBBI FREQUENTI

Solare termico

La pompa di calore sostituisce il solare termico?


No, la pompa di calore lavora meglio se abbinata ad un impianto solare termico perché l'impianto solare termico oltre a ridurre i consumi energetici dell'immobile, risolve un problema legato alle alte temperature sulla pompa di calore, infatti il solare termico interviene sempre dando la precedenza alla produzione di acqua calda sanitaria Che come è risaputo è la più grande criticità nei sistemi in pompa di calore.quindi il solare termico va sempre abbinato ad una pompa di calore perché ne migliora i rendimenti e ne limita i punti critici.




Qual è il modo corretto di interfacciare una pompa di calore ed un impianto solare termico?


Quando si interfaccia una pompa di calore con altre fonti di calore è di fondamentale importanza prestare la massima attenzione all'efficienza della pompa di calore stessa, è per questo motivo che noi consigliamo sempre di separare i serbatoi ed avere un serbatoio destinato all'acqua sanitaria e uno all'acqua tecnica. solo in questo modo infatti sarà possibile far lavorare la pompa di calore a temperature basse (con cop ottimizzato) quando dovrà lavorare sul riscaldamento, e a temperature elevate quando andrà a produrre acqua calda sanitaria, ma grazie al solare termico ridurremo al massimo questa opzione in quanto il solare termico darà la sua priorità proprio alla produzione di acqua calda sanitaria. in questo modo la pompa di calore potrà lavorare per la maggior parte del tempo sul riscaldamento, quindi a bassa temperatura, in questo modo andremo anche a limitare i fenomeni di congelamento con successivo sbrinamento necessario che contribuiscono in maniera sostanziosa all'aumento dei consumi negli impianti in pompa di calore.




Quanto posso risparmiare con un solare termico per acqua calda sanitaria?


Un impianto solare dimensionato correttamente è in grado di pro durre tra il 70 e l'80% dell'acqua calda sanitaria necessaria ad un utilizzo domestico. Il risparmio che ne consegue ovviamente varia in base al numero di persone che compongono la famiglia e in base al tipo di combustibile attualmente utilizzato per produrre acqua calda sanitaria. ESEMPIO - Famiglia di 4 persone con caldaia a metano:
1persona mediamente consuma €100 all'anno per produrre ACS.
€ 100 x 4 = 400 x 80% = € 320 /anno di risparmio. La stessa famiglia se attualmente producesse ACS con GPL/gasolio o corrente elettrica, spenderebbe ogni anno circa € 650, quindi il risparmio sarebbe:
€ 650 x 80 % = € 520 / anno di risparmio.




Quanto posso risparmiare con un solare termico per integrazione al riscaldamento?


Un solare termico dimensionato correttamente e che utilizzi un accumulo a stratificazione, consente in centro Italia un risparmio di circa 600 kWh termici per ogni metro quadro di pannello solare installato. Questo si traduce quindi con gli attuali costi di combustibile in circa 75 € di metano risparmiato all'anno per ogni metro quadro di pannello solare installato. Questa cifra può anche essere raddoppiata nel caso di caldaia a gpl o gasolio.




Che cosa è un accumulo a stratificazione?


Poichè l'acqua calda si posiziona in alto e la fredda in basso, la stratificazione avviene giá naturalmente nell'acqua, perchè allora servono degli accumuli specifici "a stratificazione?Un accumulo a stratificazione è un serbatoio che contiene all'interno dei particolari sistemi per evitare il mescolarsi delle acque di diverse temperature.È vero che l'acqua tende a stratificare in maniera naturale, ma questo avviene solamente quando viene tenuta ferma. In un accumulo di acqua del riscaldamento, l'acqua è sempre in movimento e con flussi importanti, ne consegue che, in assenza di accumuli a stratificazione, si generano dei moti convettivi che mescolano le temperature all'interno dell'accumulo.




Perché un accumulo a stratificazione è fondamentale per un impianto solare per integrazione al riscaldamento?


L'accumulo a stratificazione consente di mantenere una temperatura abbastanza bassa nella parte inferiore del serbatoio indipendentemente da quale sia la temperatura necessaria alle utenze e quindi mantenuta nella parte su periore del serbatoio. Mantenendo bassa la temperatura del serbatoio nella parte inferiore si avrà un impianto solare che funziona per un numero maggiore di ore durante il giorno, conseguentemente avremo un apporto calorico da parte dell'impianto solare maggiore durante il giorno, questo apporto può anche essere doppio rispetto ad un normale accumulo non stratificato. Per ulteriori dettagli vi invito a vedere i nostri video su questo argomento ed a contattarci direttamente.




Posso fare un impianto solare termico per integrazione al riscaldamento su un impianto a radiatori? Conviene?


Utilizzando un accumulo a stratificazione non c'è nessuna differenza se l'impianto di riscaldamento funzioni ad alta o a bassa temperatura perché la quantità di calorie immessa dall'impianto solare all'interno del serbatoio sarà la medesima poiché la temperatura dell'accumulo a stratificazione nella parte inferiore sarà sempre e comunque una temperatura bassa. Quindi la risposta è SI, posso fare un impianto solare per integrazione riscaldamento su un impianto a radiatori. Conviene? SI, nella stessa esatta misura di un impianto a pavimento.




In estate devo coprire i pannelli per evitare sovratemperature? E se l'impianto è per integrazione al riscaldamento devo coprire i pannelli?


I prodotti non sono tutti uguali e non hanno tutti le stesse caratteristiche, ma nei nostri impianti solari non é mai necessario coprire i pannelli perché essi hanno una temperatura di stagnazione molto bassa che non provoca disagi nel periodo estivo. Anche nel caso di impianti per integrazione al riscaldamento tale situazione non cambia e non c'è necessità di coprire i pannelli solari perché la temperatura di stagnazione del pannello è un valore certificato dall'Ente Certificatore e non si tratta di un valore che varia in base al numero di pannelli, pertanto 1 pannello, 10 pannelli o 100 pannelli avranno sempre la medesima temperatura di stagnazione. Nei nostri pannelli questa temperatura è molto bassa, per l'esattezza è di 143 °C e questo rende i nostri impianti molto sicuri in tutte le stagioni. Quindi se qualcuno sostiene che in estate gli impianti piccoli non vanno coperti e invece gli impianti grandi vanno coperti, sta solamente dimostrandovi la sua incompetenza nel Solare Termico.




L'impianto va in ebollizione?


Un impianto solare a circuito chiuso non può andare in ebollizione perché si tratta di un circuito sotto pressione. All'interno del circuito si può verificare una gassificazione del glicole ma se l'impianto è di qualità ed è stato installato senza sfiati automatici sul circuito glicole, questa gassificazione non comporta assolutamente nessun disagio e nessun pericolo, neanche per il prodotto stesso.
Quindi se qualcuno parla di ebollizione sta solo dimostrando incompetenza.
Il mio tecnico di fiducia mi ha sconsigliato l'impianto solare termico, soprattutto per integrazione al riscaldamento.
In Italia purtroppo non c'è una grande cultura riguardo agli impianti solari termici, e questa mancanza di competenza colpisce anche molti operatori del settore. Nasce quindi spontanea la domanda che porgo anche a te lettore: perché in Germania o in altri paesi del Nord Europa hanno installato e stanno installando più impianti solari termici che in Italia? Ma non è l'Italia il paese del sole? Oppure in Germania hanno più sole di noi e non ce ne eravamo accorti?
Forse in Italia qualcuno non ha capito qualcosa...
Il fatto che il tuo tecnico di fiducia ti abbia sconsigliato un impianto solare termico può significare solamente due cose:
1 - ha interesse nel proporti qualche tecnologia diversa E quindi sta cercando di sviarti per farti la sua proposta.
2 - lui non ha avuto accesso ad informazioni corrette, oppure ha avuto poche esperienze in questo settore usando prodotti di basso livello e si e fatto una opinione sbagliata credendo che tutto il solare termico sia come quello che lui ha provato. Quindi ti sta consigliando in assoluta buona fede, ma sulla base della sua incompetenza. Il solare termico oggi ha raggiunto livelli di efficienza altissimi ed è una tecnologia matura ed affidabile! Purtroppo talvolta non si puó dire altrettanto degli operatori di settore siano essi installatori, periti o ingegneri...
Conosco una barzelletta che dice:
Se una persona non sa fare una cosa... Negli Stati Uniti - paga qualcuno che sa farla al posto suo, In Germania - studia e la impara, In Italia - la insegna agli altri.




Quali sono le cose che fanno un "impianto solare di alta qualitá?


Un impianto solare di qualità deve avere prodotti di qualità ma anche una corretta progettazione ed un corretto dimensionamento. Il pannello solare é il motore dell'impianto, pertanto é il suo componente principale. Un pannello solare di qualità si distingue da una elevata efficienza (che ne consente il funzionamento in tutte le stagioni) con una bassa temperatura di stagnazione (che garantisce una manutenzione minima ed una lunga vita dell'impianto grazie alle sollecitazioni limitate). Un altro componente fondamentale dell'impianto solare termico è il glicole antigelo , si tratta di un liquidò oleoso che evita il congelamento dell'impianto. Negli impianti di qualità questo liquido viene fornito dal produttore già premiscelato in modo da assicurare una miscelazione uniforme e stabile. Negli impianti di basso livello invece il liquidò viene fornito puro da miscelare sul cantiere, ma come tutti gli olii, il liquidò in questo modo tende a non miscelarsi uniformemente con l'acqua, quindi la formula con cui viene fornito il liquidò antigelo e uno specchio della qualità dell'impianto. Altro componente fondamentale dell'impianto é l'accumulo: parlando di impianti per acqua sanitaria è necessario che l'accumulo sia "vetrificato" (serbatoio smaltato non é sufficiente) e magari a doppio serpentino, mentre per gli impianti ad integrazione del riscaldamento è fondamentale che sia fornito un serbatoio a stratificazione.




Che differenza c'è fra un sistema a circolazione naturale ed uno a circolazione forzata?


I sistemi a circolazione naturale sono quelli che presentano l'accumulo in orizzontale sopra i pannelli solari, mentre i sistemi a circolazione forzata sono quelli che hanno l'accumulo posizionato in zona remota rispetto ai pannelli. Gli impianti a circolazione naturale sono normalmente più economici degli impianti a circolazione forzata e presentano delle caratteristiche di efficienza qualità e durata completamente diverse da quest'ultimi.
La principale differenza fra i sistemi è rappresentata dal fatto che gli impianti a circolazione naturale non hanno centralina elettronica e non hanno circolatori. L'assenza di centralina elettronica non consente a questi sistemi nessun tipo di regolazione pertanto nei periodi estivi all'interno dei serbatoi di acqua sanitaria si registrano temperature anche superiori a 100 °C. Temperature così elevate fanno depositare il calcare presente nell'acqua, quindi i serbatoi dei sistemi a circolazione naturale hanno una vita media molto breve. In questa tipologia di impianti si verificano anche spesso fenomeni di espulsione acqua dalle valvole di sicurezza oppure espulsioni glicole dalle valvole di sicurezza pertanto richiedono frequenti manutenzioni e frequenti rabbocchi di liquidò antigelo.
Avendo l'accumulo posizionato sul tetto ed essendo sistemi economici, i circolazione naturale non hanno un funzionamento efficiente nei mesi invernali. I sistemi a circolazione forzata invece sono gestiti da una centralina che comanda un circolatore ad altissima efficienza (solo 15 W consumo medio), la suddetta centralina tiene sotto controllo la temperatura massima raggiunta dal serbatoio sanitario e ne limita l'ulteriore innalzamento, con questa semplice manovra si evita, o comunque si limita la formazione di calcare all'interno del serbatoio, quindi quest'ultimo a una durata nettamente superiore a quello dei sistemi a circolazione naturale. Normalmente nei sistemi a circolazione forzata vengono inseriti dei pannelli solari di livello superiore ai sistemi a circolazione naturale, quindi grazie alla qualità del pannello al circolatore ed alla centralina, questo sistema riesce ad avere un funzionamento efficace ed efficiente anche nei mesi invernali. Quindi possiamo dire che le differenze fra sistemi a circolazione forzata e da circolazione naturale sono veramente tante.




Il pannello sottovuoto è più efficiente di un pannello piano?


Non tutti i pannelli sono uguali, esistono pannelli di qualità e pannelli scarsi sia fra i pannelli sottovuoto che fra i pannelli piani, ma se analizziamo due prodotti dello stesso livello qualitativo, il pannello sottovuoto arriva a produrre circa il 17% in più di un pannello piano, ma per fare questo abbiamo un costo che è più del doppio di un pannello piano ed un costo di manutenzione molto superiore. Personalmente ritengo che se sono disposto ad investire il doppio per l'acquisto di un pannello, voglio ottenere il doppio di resa, quindi l'unico modo per farlo è acquistare due pannelli piani, in questo modo otterrò molto di più di quanto avrei ottenuto acquistando un pannello sottovuoto ed avrò anche costi di manutenzione inferiori.




É piú affidabile un sistema con Glicole antigelo o un sistema a svuotamento?


Alcuni produttori che hanno pannelli solari con temperature di stagnazione molto elevate durante il periodo estivo, per evitare il problema della stagnazione usano svuotare gli impianti in maniera automatica durante le fasi di non lavoro. Lo svuotamento comporta la costruzione dell'impianto stesso e di tutte le tubazioni in modo più complesso, inoltre lo svuotamento viene permesso da una valvola che si deve aprire automaticamente. Tale valvola rappresenta chiaramente un punto cruciale dell'impianto e può capitare che questa valvola si blocchi per della sporcizia o per altre motivazioni, purtroppo se questa valvola si blocca in inverno di notte e l'impianto congela, si rompono tutti i pannelli. A mio avviso questo è un rischio troppo elevato ed inaccettabile, pertanto ritengo estremamente più affidabile un sistema solare con glicole antigelo premiscelato di qualità elevata all'interno abbinato a pannelli solari con temperature di stagnazione molto basse.




Che cosa è e come funziona il solare termodinamico?


Ultimamente molte aziende promuovono il solare termodinamico come se fosse l'ultima frontiera del solare termico, in realtà le due cose non hanno niente a che vedere l'una con l'altra. Purtroppo si tratta solo di un metodo di vendita un po' truffaldino che alcune compagnie utilizzano. Il solare termodinamico infatti è una pompa di calore che utilizza la corrente elettrica per produrre calore, si tratta quindi della stessa tecnologia di un frigorifero o di un condizionatore, l'unica differenza è che invece di avere una macchina ventilante esterna dove avviene il passaggio di stato del gas, essi hanno un pannello che ha la stessa funzione della ventola contenuta nella macchina esterna del condizionatore. Il solare termodinamico può essere più o meno efficiente a seconda delle marche utilizzate, ma sicuramente non ha niente a che vedere con un sistema solare e non può essere ad esso paragonato, perché il solare termico per produrre calore non consuma niente, mentre il solare termodinamico per produrre calore consuma sempre corrente elettrica. Il solare Termodinamico andrebbe invece paragonato ad una caldaia perché come una caldaia anche il solare termodinamico comporta un consumo continuo e costante nel tempo, invece queste compagnie fanno credere che non ci sia un consumo come non c'è un consumo nel solare termico. Il solare termodinamico viene spesso presentato come "il solare che produce calore anche di notte".
La risposta è molto semplice:
Produce calore anche di notte perché non è un impianto solare, se un impianto solare producesse calore anche di notte, sarebbe un impianto lunare. Invece in questo caso si tratta di una pompa di calore che usa sempre corrente elettrica per produrre calore.




Che differenza c'é fra un pannello piano ed un pannello sottovuoto?


I pannelli solari non sono tutti uguali, ne esistono di varie tipologie, i più noti sono i pannelli piani ed i pannelli sottovuoto. È importante precisare che non tutti i pannelli piani sono uguali come non tutti i pannelli sottovuoto sono uguali. Esistono prodotti di qualità e prodotti scarsi in entrambe le categorie. Mettendo a confronto prodotti di alto livello di entrambe le tipologie, il rapporto qualità/prezzo di un pannello piano risulta sempre migliore di quello di un pannello sottovuoto, tuttavia quest'ultima tipologia di pannello può trovare delle interessanti applicazioni in alcune specifiche casistiche. Inoltre la manutenzione necessaria in un sistema con pannelli sottovuoto e circa quattro volte superiore a quella di un sistema con pannello piano. Tutte queste considerazioni fanno sì che circa l'80% dei sistemi solari installati siano con pannelli piani ed il rimanente 20% siano con pannelli sottovuoto.




Solare Termico o solare termodinamico?


La differenza fra i due sistemi è molto semplice: il solare termico sfrutta il sole in maniera diretta per produrre calore senza generare nessun consumo per l'utente, in questo modo si produce del calore completamente gratuito che permette sicuramente di ridurre i consumi e quindi di risparmiare. Il Solare termodinamico non produce niente gratuitamente, ma semplicemente sposta i consumi dell'utente (che prima utilizzava gas, gasolio, legna o altro per produrre calore) verso la corrente elettrica. Purtroppo non sapendo con esattezza il livello di efficienza della pompa di calore contenuta nel solare termodinamico, si rischia che il costo della corrente elettrica necessaria al funzionamento del termodinamico sia addirittura superiore a quello che spendevamo con la normale caldaia, mentre con il solare termico può capitare dei periodi in cui si risparmia di più oppure dei periodi in cui si risparmia di meno, ma sicuramente SI RISPARMIA.
Questa certezza invece con il solare termodinamico non esiste.





Pompa di calore

Quanto deve essere il contatore per la pompa di calore?


le pompe di calore hanno degli assorbimenti elettrici importanti che si aggirano intorno a un terzo della potenza termica erogata: per esempio una pompa di calore da 16 kw termici avrà un assorbimento massimo fra i 4 kw e i 5 kw elettrici. ovviamente la potenza del contatore va calcolata a caso per caso in funzione anche dei consumi elettrici dell'appartamento.




Quanto consuma la pompa di calore?


Il consumo di una pompa di calore è legato a numerosi fattori, incidono infatti lo schema di impianto ed il corretto dimensionamento della potenza della macchina, come incide la la corretta installazione e il posizionamento della macchina esterna. Tuttavia non bisogna dimenticare che il consumo di una caldaia o di una pompa di calore è sempre legato a quanto calore per dell'immobile che devono riscaldare, infatti la stessa macchina posizionata su un immobile coibentato ovviamente avrà un consumo minore che se posizionata su un immobile privo di coibentazione. Questo avviene perché la pompa di calore e l'impianto di riscaldamento qualunque esso sia hanno l'unica funzione di reintegrare all'interno dell'abitazione il calore che l'abitazione stessa ha disperso verso l'esterno al fine di tenerla alla temperatura desiderata.




Ho una casa a radiatori, posso montare la pompa di calore?


Come abbiamo più volte sottolineato la pompa di calore è una macchina che nasce per lavorare a bassa temperatura, lavorare su impianti a radiatori significa andare a lavorare con rendimenti estremamente ridotti e talvolta significa mettere in crisi il funzionamento della macchina stessa. Ovviamente questa regola non vale per tutti poiché esistono radiatori che lavorano a 80 °C ed esistono radiatori che lavorano a 45 °C, quindi la risposta a questa domanda va calibrata anche in funzione della temperatura di lavoro del tuo impianto. È sicuramente possibile migliorare la situazione originaria dell'impianto di riscaldamento aumentando il numero degli elementi dei radiatori o mettendo radiatori più grandi, in questo modo la superficie di scambio sarà maggiore e sarà necessaria una temperatura inferiore ai radiatori per riscaldare casa.




Che differenza c'è fra pompa di calore e condizionatori?


Sia il frigorifero che i condizionatori che la pompa di calore sfruttano lo stesso principio fisico per funzionare, ma sono tuttavia cose diverse e ben distinte, I condizionatori di ultima generazione hanno introdotto ormai da qualche anno al loro interno la possibilità di invertire il ciclo di lavorazione e quindi anche i condizionatori possono produrre caldo, questo ha portato molte persone a definire erroneamente i condizionatori con la dicitura "pompe di calore". Facciamo un po' di chiarezza, i condizionatori prelevano il calore dall'aria esterna o il fresco dell'aria esterna e lo cedono all'aria contenuta all'interno dell'abitazione, sono delle macchine che nascono per la produzione del freddo a cui è stata successivamente aggiunta anche la funzione di riscaldamento. Le pompe di calore invece sono delle macchine che nascono per produrre calore e possono estrarre questo calore da tre fonti: aria, acqua e terra. Le pompe di calore più diffuse nel nostro paese sono le pompe di calore che prelevano il calore dall'aria e lo cedono all'acqua dell'impianto di riscaldamento. A molte pompe di calore (ma non a tutte) È anche stata aggiunta recentemente la possibilità di fare freddo.




Qual è la potenza giusta della pompa di calore?


La corretta potenza della pompa di calore deve essere dimensionata da un termotecnico che, in funzione della dispersione termica dell'edificio da riscaldare, definisce la potenza della pompa di calore da utilizzare. Quindi prima si valuta quanto disperde l'immobile o quanto disperderà l'immobile al termine dei lavori che stiamo eseguendo e dopo si calcola la potenza della pompa di calore, non il contrario. Diffidate da chiunque sia troppo veloce nel dimensionare la pompa di calore che vi serve perché sicuramente non sta facendo i calcoli giusti e soprattutto perché sbagliare la potenza della pompa di calore può comportare gravi disagi o grandi consumi, infatti se troppo piccola si rischia di non riuscire a riscaldare l'immobile e se troppo grande si rischia di consumare anche il 30/40% in più di quello che si dovrebbe.




Si può usare la pompa di calore per raffrescamento?


Sì, la pompa di calore può anche essere usata per fare il raffrescamento dell'immobile usando le dovute accortezze, infatti è necessario comprendere che se si porta acqua fredda in giro tramite delle tubazioni che non sono state opportunamente coibentate, si genera condensa che potrebbe creare gravi disagi.




Meglio pompa di calore o caldaia?


Se esistesse una Macchina nettamente migliore di tutte le altre, tutte le altre non esisterebbero più perché nessuno le comprerebbe. Con questo discorso voglio dire che bisogna contestualizzare questa domanda perché ci sono delle situazioni in cui è sicuramente meglio mettere una pompa di calore, ma ce ne sono altre dove è più indicato mettere una caldaia gas. Faccio un esempio per spiegarmi meglio: - Prendiamo ad esempio una casa vecchio stile all'interno di un centro storico con un impianto a radiatori dove è difficile aumentare la dimensione degli elementi e dove a causa di vincoli paesaggistici non è possibile installare un impianto fotovoltaico.
Personalmente in questa casa non proporrei mai una pompa di calore. - Facciamo l'esempio opposto prendendo a riferimento una casa in campagna in una zona non metanizzata in fase di completa ristrutturazione dove verrà installato Un impianto radiante a bassa temperatura ed un cappotto termico che porterà l'involucro edilizio ad avere delle dispersioni minime di calore.
E' chiaro che in questo frangente useremo una pompa di calore.




La pompa di calore è ecologica?


La pompa di calore è sicuramente una delle macchine più ecologiche che possiamo usare, ma bisogna stare attenti ad un piccolo particolare:
come viene prodotta la corrente elettrica utilizzata per far funzionare la pompa di calore?
Se la corrente in questione venisse prodotta da una centrale a carbone a gasolio o a gas, la pompa di calore non sarebbe poi così ecologica anche perché le grosse centrali elettriche sono ormai datate e lavorano con rendimenti nettamente inferiori a quelli di Una caldaia a gas. Se invece la corrente per la pompa di calore viene prodotta da un impianto fotovoltaico o eolico o Idro elettrico allora chiaramente stiamo parlando di una macchina estremamente ecologica.





Fotovoltaico

Con un impianto fotovoltaico posso staccarmi dalla rete elettrica?


ì, esiste questa possibilità: si tratta dei cosiddetti impianti fotovoltaici “in isola”. Tuttavia parliamo di un caso più raro, per lo più utilizzato in situazioni in cui la rete elettrica non raggiunge il punto interessato. D'altra parte, vi sono maggiori vantaggi a connettere l'impianto alla rete, perché è attualmente attivo il meccanismo denominato "scambio sul posto" che prevede una compenso economico per l’energia solare prodotta ma non utilizzata ed immessa in rete. Inoltre, se abbini al tuo impianto fotovoltaico connesso in rete un sistema di accumulo appositamente predisposto, potrai fornire, in un futuro non lontano, servizi retribuiti di bilanciamento alla rete elettrica (clicca qui per un approfondimento sull'argomento).




Quali pannelli scegliere?


Il mercato del pannelli (o moduli) fotovoltaici offre un'ampia scelta e confrontare le diverse tecnologie non è lo scopo di questo articolo. Qui ci limiteremo a dare qualche indicazione sulle principali caratteristiche da tenere in considerazione e il rendimento del pannello è sicuramente una di queste. Parlando di rendimento, viene naturale la domanda: sono meglio pannelli in silicio monocristallino o policristallino? Il monocristallino assicura una resa maggiore a parità di superficie ma comporta anche un costo maggiore, pertanto la valutazione va fatta in base allo spazio disponibile. Dal momento che l'investimento nel fotovoltaico è tanto più remunerativo quanta più energia i pannelli producono, meglio optare per quelle tecnologie che, più di altre, danno una maggiore garanzia di prestazioni elevate in tutte le condizioni installative, ambientali e meteorologiche. Tra le più innovative possiamo citare:

  • Conformazione a mezza cella
I vantaggi dei moduli a mezza-cella (half-cut) sono dovuti alla minore corrente che attraversa le celle fotovoltaiche, garantendo minori perdite di potenza in tutte le condizioni, ma in particolare in caso di ombreggiamento (ad esempio, con il passaggio di nuvole). Questa conformazione garantisce anche una maggiore resistenza alle piccole fratture che, nel corso del tempo, compromettono l'efficienza del modulo.
  • Tecnologia PERC (Passivated Emitter and Rear Cell)
Si tratta di una tecnologia che permette di aumentare l'efficienza dei moduli: rispetto ad una cella monocristallina tradizionale, la cella PERC raggiunge un'efficienza fino all'1% in più. Tutto ciò consente di che permette di sfruttare in modo ottimale l’area del tetto e di poter installare più potenza in spazi piccoli.
  • Resistenza al PID (Potential Induced Degradation – degrado da potenziale indotto)
Il PID è un progressiva perdita di potenza causata dalla differenza di tensione tra le celle e la cornice dei moduli. Scegliendo un modulo testato contro questo fenomeno ti assicuri prestazioni più durature e costanti negli anni. In ogni caso, tieni sempre presente che, prima di qualsiasi acquisto, è opportuno un sopralluogo tecnico operato da personale qualificato che saprà consigliarti sulla tipologia di pannello più adatto a te.




È realmente conveniente avere un impianto fotovoltaico?


Parliamoci chiaro, sono finiti i tempi in cui avere un impianto fotovoltaico, grazie agli eccezionali incentivi del Conto Energia, significava una vera e propria miniera d'oro. Tuttavia, anche al giorno d'oggi, avere un impianto fotovoltaico rappresenta un investimento conveniente, soprattutto se abbinato ad un sistema di accumulo. L'impianto fotovoltaico di per sé consente già di risparmiare circa il 30% sulla bolletta elettrica e di compensare parte di ciò che si spende per acquistare il restante 70% dalla rete attraverso il cosiddetto scambio sul posto, l'incentivo statale che prevede un rimborso per il kWh di energia prodotta immessa in rete. Con l'aggiunta all'impianto fotovoltaico di una batteria di accumulo, la convenienza diventa ancora più elevata, raggiungendo l'80% di autosufficienza energetica. Ecco a te un esempio di calcolo: se consumo annualmente 3.800 kWh/anno di energia e pago l’energia in bolletta 0,25 €/kWh, il costo annuale della mia bolletta elettrica è di circa 950 euro. Ciò significa che, considerando considerando il costante aumento dei prezzi dell'energia, in 25 anni spenderò almeno oltre 30.000 euro in elettricità! Con un impianto fotovoltaico, puoi ridurre del 30% questa cifra esorbitante e, aggiungendo anche un sistema di accumulo, il risparmio può arrivare fino all''80%. Per non parlare poi dei guadagni che si prospettano in un prossimo futuro per la fornitura di servizi di rete. Se stai vuoi avere un'idea del costo di queste tecnologie, qui trovi un articolo interessante sul prezzo degli impianti fotovoltaici con accumulo.




Posso installarlo se vivo in condominio?


Sì, è possibile e non solo per un impianto fotovoltaico ad uso comune, ma anche ad uso privato.
Nel primo caso, cioè quando si vuole installare un impianto solare per alimentare le utenze comuni (ascensore, luci delle scale, ecc.), è necessaria l'autorizzazione di metà egli intervenuti all'assemblea condominiale (a patto che siano detentori di almeno il 50% dei millesimi).
Nel secondo caso, cioè quando l'impianto è collegato al contatore del singolo condomino, bisogna distinguere due ipotesi: se l'installazione può essere fatta su uno spazio di proprietà del condomino, non è necessaria l'autorizzazione dell'assemblea condominiale. Nel caso invece sia richiesto l'uso di uno spazio comune, il condomino deve presentare richiesta e progetto all'amministratore che deve sottoporli all'assemblea entro 30 giorni. L'assemblea, a maggioranza, può prescrivere modalità alternative di esecuzione, per preservare il decoro o la sicurezza dell'edificio, o la congrua suddivisione tra i condomini degli spazi comuni destinati all'installazione.




Quanto spazio occorre avere sul tetto?


Lo spazio necessario per un impianto fotovoltaico dipende naturalmente dalla potenza che si desidera installare. In generale, la stima che viene fatta è la seguente: 7-9 metri quadrati per ogni kW; quindi per un impianto di 3 kW avrai bisogno di circa 21-27 mq di tetto. Nel tempo, sono stati prodotti pannelli solari sempre più efficienti, in grado di fornire potenze elevate in spazi sempre più piccoli. Ad esempio, ora, esistono moduli fotovoltaici di potenza 375W con una superficie di circa 1 metro di base e 1,7 metri di altezza. In questo caso, per 3 kW possono bastare circa 15-16 mq.




Il Superbonus 110 permette davvero di avere un impianto con accumulo a costo zero?


Sì, ma a patto che si rispettino le condizioni previste dal testo di legge. Il Superbonus prevede infatti che la detrazione fiscale al 110% in 5 anni sia prevista per l’installazione di impianti fotovoltaici con accumulo solamente se eseguita congiuntamente a specifici interventi di efficientamento o riduzione del rischio sismico della casa e che migliorino l'edificio di due classi energetiche. Puoi quindi cogliere l'occasione per valutare altri interventi che complessivamente ti daranno la possibilità di rendere la tua abitazione più efficiente ed autosufficiente energeticamente. Per maggiori dettagli: Superbonus 110 e cessione del credito, la legge. Se dovessi decidere di procedere solo con l’installazione del fotovoltaico, ricorda che resta sempre valida la detrazione fiscale del 50% in 10 anni. In ogni caso, rivolgersi al proprio commercialista per sciogliere ogni dubbio ed essere sicuro di beneficiare di tutte le agevolazioni previste è sempre un’ottima decisione.




In quali condizioni i pannelli non producono elettricità?


I pannelli fotovoltaici captano la luce del sole e la trasformano in energia elettrica quindi qualsiasi condizione che riduca l'irraggiamento solare sulla loro superficie compromette la produzione di energia. Queste condizioni possono essere la nebbia, la nuvolosità, l'ombreggiamento, la sporcizia o la neve appoggiate sopra i pannelli. C’è da dire che la tecnologia in questo ambito ha fatto progressi e i pannelli più innovativi hanno ridotto le perdite di efficienza con condizioni meteorologiche sfavorevoli, come ad esempio quelli a mezza cella, che assicurano fino al 50% di potenza in più rispetto ai pannelli tradizionali anche in condizioni di ombreggiamento parziale.




Quale manutenzione è necessaria?


Un impianto fotovoltaico richiede pochissima manutenzione. Per quanto riguarda i pannelli, è consigliabile effettuare, almeno una volta all'anno, una pulizia approfondita e professionale per liberarli dagli accumuli di polvere, foglie e altri detriti. Non da sottovalutare è anche un controllo dell'integrità dei componenti dei moduli (celle, vetri, scatole di giunzione, cavi, ecc.). Per quanto riguarda la parte elettronica (inverter e sistema di accumulo), solitamente una revisione tecnica si effettua allo scadere della garanzia (normalmente decennale). I dispositivi più avanzati dispongono del sistema di monitoraggio che segnala eventuali malfunzionamenti. E' bene tenere sotto controllo periodicamente i dati resi disponibili da tali sistemi, per monitorare anche eventuali prestazioni sotto le previsioni in modo da valutarne le cause e le possibili soluzioni insieme all'installatore.




Cosa succede in caso di black-out?


Se l'impianto fotovoltaico, come nella maggior parte dei casi, è connesso alla rete elettrica, nel caso di black-out il sistema smette di funzionare e quindi non produce più energia. Ma attenzione: se l’impianto è collegato ad un accumulo che prevede questa funzionalità, si può ovviare a questo inconveniente grazie alla cosiddetta alimentazione di back up. Questa infatti consente di continuare ad alimentare alcune utenze elettriche collegate per mezzo dell’energia immagazzinata nel sistema di accumulo, anche in caso di black-out. I sistemi di back-up di alcuni accumulatori dispongono anche della modalità "isola", che, sempre in caso di black-out elettrico, permette altresì di continuare a caricare la batteria con l'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico.




Vale la pena avere, oggi, anche un sistema d’accumulo?


La risposta dipende naturalmente da diversi fattori, ma possiamo dire che nella maggior parte dei casi è sì. Il motivo è semplice: i pannelli fotovoltaici funzionano solamente di giorno, quando è presente la luce del sole. L’energia solare prodotta, se non viene utilizzata immediatamente, viene immessa nella rete, dalla quale dovrai poi prelevarla per usufruirne di sera. Con un sistema di accumulo, invece, l’energia prodotta e non consumata verrà immagazzinata, pronta ad essere utilizzata al bisogno. È come avere un pieno di energia 24 ore al giorno, per un’autosufficienza energetica che può arrivare al'80-90%. Approfondisci l’argomento anche in questi articoli:

Facciamo i conti: installando un impianto fotovoltaico con sistema d'accumulo, una famiglia media può risparmiare ben 25.000 euro in 25 anni. Vedi i dati di un caso reale sulla convenienza dell'accumulo fotovoltaico, che abbiamo fatto in questo articolo. In conclusione, la scelta di un impianto fotovoltaico si rivela giusta sotto molteplici aspetti: sicuramente per quanto concerne il tema del surriscaldamento globale, emerso prepotentemente negli ultimi anni, ma anche per ciò che riguarda il risparmio economico, grazie al taglio netto delle bollette per l’elettricità. Una scelta ottima sia per il presente che per il futuro. Con le detrazioni fiscali e lo sconto in fattura puoi ridurre della metà o addirittura azzerare l'investimento inziale, a seconda dei lavori che intendi effettuare. Scarica la guida alle detrazioni per capire quale agevolazione è più conveniente per te.





Riscaldamento a pavimento a secco

Da quanto tempo esistono impianti a secco?


Gli impianti a pavimento a secco esistono nei Paesi del nord Europa fin dai primi anni 2000, In quegli anni infatti In quelle zone iniziarono a costruire abitazioni fortemente coibentate e l'inerzia termica dei normali impianti a pavimento con massetto diventò un grande problema. Per risolvere questo problema alcuni costruttori tornarono a installare impianti a termosifoni e i vari produttori di impianti radianti corsero ai ripari cercando delle soluzioni alternative al massetto inventando così gli impianti a movimento a secco. Esistono varie tipologie di impianti a pavimento a secco e sicuramente quelli dei degli anni 2000 erano molto diversi da quelli che offriamo noi oggi perchè si sono fortemente evoluti nel tempo. In Italia esistono dal 2008, ma la loro diffusione è avvenuta principalmente dopo il 2012, noi li usiamo dal 2013 quando Michele Cerone (Titolare ed amministratore della nostra azienda) lo ha installato a casa sua, quindi oggi possiamo contare su sistemi di riscaldamento a pavimento a secco che sono sicuri, affidabili, veloci da installare, veloci nella reazione, leggeri e soprattutto Economici.




Mi hanno detto che possono saltare le piastrelle


La risposta a questa domanda chiaramente dipende solo ed esclusivamente dal tipo di prodotto utilizzato, infatti usando pannelli radianti che resistono a 150 o 200 kg al metro quadro, avremo una maggiore probabilità che questo possa succedere, ma utilizzando prodotti come il nostro che resistono fino a 500 kg al metro quadro non c'è nessuna ragione per cui si debba verificare un movimento delle piastrelle




Il mio tecnico o idraulico non conosce i sistemi a secco. Che devo fare?


Oggi qualsiasi azienda che produce sistemi radianti offre delle soluzioni a secco, quindi Un tecnico che dice al suo cliente:
"io non conosco queste soluzioni quindi non te le consiglio." E' palesemente in torto, sarebbe come se chi guida l'auto non conoscesse il codice della strada e pensasse che questa è una giustificazione accettabile... quando la polizia lo ferma perché andava troppo veloce lui gli dice:
"Guardi agente io non conosco i cartelli quindi vado veloce quanto voglio." Purtroppo però queste situazioni esistono ed è per questo motivo che noi abbiamo creato dei webinar abilitanti che il tuo tecnico può seguire per conoscere meglio i nostri sistemi, in questo modo tu sarai tranquillo che il tuo impianto verrà montato nel modo corretto e lui Sarà tranquillo di non commettere errori durante le fasi di montaggio che potrebbero pregiudicare il suo lavoro. Oltre a questo abbiamo anche un sistema di video assistenza durante le fasi di montaggio e il tuo idraulico avrà un numero di telefono dedicato a cui potrà chiamare Tutte le volte in cui avrà dei dubbi sulle fasi di montaggio o manutenzione del tuo impianto.




Come posso fare per toccare con mano il prodotto? Posso vedere qualche impianto?


Alcuni nostri clienti sono stati così gentili da aver aperto le loro case ad altri nostri clienti che volevano vedere i loro impianti. Però non possiamo continuare ad abusare della loro pazienza, anche perché i nostri clienti sono in continuo aumento e non possiamo mandare ogni giorno delle persone a vedere i loro impianti. Va anche detto che quando l'impianto è montato l'unica cosa che si riesce a vedere a casa del cliente è il collettore dell'impianto o le piastrelle, perché tutto il resto rimane nascosto, quindi fondamentalmente c'è anche poco da vedere. Abbiamo ritenuto invece molto più produttivo creare una pagina web dove tutti i nostri clienti possono inserire le foto del loro impianto durante le fasi di costruzione e possono anche lasciare delle recensioni sul funzionamento e sul nostro servizio, questo potrai farlo anche a tu. Intanto se vuoi vedere un po' di impianti fatti dai nostri clienti ti basta cliccare al seguente link




Mi hanno detto che i sistemi a secco costano molto. Perché il vostro costa così poco?


Esistono varie tipologie di impianti di riscaldamento a pavimento a secco, e se fra questi selezioniamo ed esaminiamo sistemi che sfruttano tecnologie simili alla nostra, il mercato offre prezzi che arrivano a costare fino all'80% in più del nostro. Se non consideriamo il costo del massetto e tutte le opere murarie che si possono risparmiare con un sistema a secco, ma si valuta esclusivamente il costo dei componenti che compongono l'impianto di riscaldamento a pavimento a secco, questo risulta mediamente un 20/30% più costoso di un sistema classico con massetto. Molte aziende hanno nella loro gamma prodotti anche i sistemi a secco, ma non sono seriamente interessati a venderli perchè la loro tipologia di clientela valuta solo il costo della mera fornitura del materiale gli interessa solo il prezzo più basso. Sembra strano, ma quando si vendono cose senza dare spiegazioni ai clienti finali si verifica esattamente questa casistica. Conta solo il prezzo di facciata perchè queste strutture non sono in grado di spiegare i vantaggi al cliente che lo deve utilizzare. Noi siamo specializzati sui radianti a secco e lavoriamo con la filosofia della Filiera Corta, ovvero ci presentiamo sul mercato senza nessun tipo di intermediario fornendo direttamente tutte le informazioni che servono all'utilizzatore finale che quando ci sceglie ha anche la possibilità di comprare il materiale direttamente da noi senza pagare inutili intermediari commerciali. Ovviamente in questo modo eliminiamo molti costi commerciali e sfruttiamo il margine rimanente per proporre sul mercato prodotti di livello tecnologico superiore agli altri ad un prezzo molto competitivo ( ricordo che siamo i primi e gli unici a proporre in Italia sistemi a secco con EPS resistente a 500 kg/mq di carico).




Quale tipo di caldaia devo usare con questo sistema?


I sistemi di riscaldamento a pavimento a secco dal punto di vista idraulico sono esattamente come tutti gli altri sistemi di riscaldamento a pavimento e quindi sono compatibili con qualsiasi tipologia di caldaia o pompa di calore si voglia utilizzare.




I termostati PID possono ridurre i fenomeni di pendulamento termico negli impianti con massetto?


Nel corso degli anni i produttori di sistemi di riscaldamento a pavimento con massetto si sono ingegnati per ridurre le problematiche relative all'inerzia termica ed una tecnologia abbastanza efficace è rappresentata dai termostati PD ovvero sistemi che regolano la temperatura in funzione della temperatura esterna, più freddo è fuori e più alta sarà la temperatura di mandata dell'impianto di riscaldamento, meno freddo è fuori e più bassa sarà la temperatura di mandata dell'impianto di riscaldamento. Questi sistemi sono molto efficaci ed hanno permesso di ridurre notevolmente il problema dell'inerzia termica nelle abitazioni senza coibentazione o comunque poco coibentate. Diversa invece rimane la situazione in tutte quelle case fortemente coibentate e in tutte quelle zone dove il riscaldamento è necessario per pochissime ore al giorno, In queste situazioni infatti continuano a verificarsi oscillazioni termiche all'interno dell'abitazione dovute alla lentezza di reazione dei sistemi a pavimento con massetto.




Può essere usato anche per raffrescamento?


Nella nostra gamma prodotti esistono anche dei sistemi che possono essere utilizzati per fare sia riscaldamento che raffrescamento, tuttavia noi tendiamo sempre a sconsigliare il raffrescamento a pavimento in quanto, Nonostante vengano utilizzati dei sistemi di deumidificazione opportunamente dimensionati, un 25/28% dei clienti che ha l'impianto di raffrescamento a pavimento lamenta ugualmente delle situazioni di condensa a terra in alcuni periodi dell'anno. Questo si verifica perché in alcune zone, comunque nell'arco dell'anno esistono dei periodi in cui c'è un tasso di umidità superiore alla media oppure dove le temperature sono particolarmente elevate e in questi casi il deumidificatore può non essere sufficiente. Per questo motivo quindi abbiamo deciso per politica aziendale di non consigliare ai nostri clienti l'utilizzo dell'impianto a pavimento per fare raffrescamento, anche perchè comunque l'impianto di deumidificazione normalmente incide sui costi al pari di un normale impianto di condizionamento o di un impianto con termoconvettori da collegare alla eventuale pompa di calore del cliente.




È un sistema elettrico? Quanta elettricità consuma?


Il nostro sistema di riscaldamento a pavimento a secco non è un sistema elettrico, quindi non incide direttamente sui consumi elettrici in bolletta. Come qualsiasi altro impianto di riscaldamento a pavimento può essere collegato ad una pompa di calore nel caso in cui il cliente lo richieda e in tal modo ovviamente inciderà sulla bolletta elettrica. Il consumo di qualsiasi impianto di riscaldamento è sempre legato in maniera diretta alla dispersione dell'immobile stesso e non all'impianto di riscaldamento in sé per sé. Quindi una casa che disperde molto avrà dei consumi più alti di una casa che è ben coibentata, pertanto i consumi del nostro impianto sono quantificabili solamente in seguito ad un calcolo del fabbisogno termico dell'edificio eseguito da un apposito tecnico.




Quanto consuma una casa con impianto a pavimento a secco?


Il consumo di qualsiasi impianto di riscaldamento è sempre legato in maniera diretta alla dispersione dell'immobile stesso e non all'impianto di riscaldamento in sé per sé. Quindi una casa che disperde molto avrà dei consumi più alti di una casa che è ben coibentata, pertanto i consumi del nostro impianto sono quantificabili solamente in seguito ad un calcolo del fabbisogno termico dell'edificio eseguito da un apposito tecnico.




Perchè il sistema a pavimento a secco non comprende i termostati ambiente?


Il nostro sistema di riscaldamento a pavimento a secco viene fornito completo di tutti i componenti necessari, fatta eccezione per i termostati ambienti, questo succede perché spesso e volentieri esistono all'interno dell'abitazione delle esigenze estetiche o tecniche legate alla scelta dell'impianto elettrico, quindi si verifica che servono dei termostati di un determinato colore, oppure può verificarsi che lì il cliente ha scelto un impianto domotico che già comprende al suo interno la gestione delle temperature stanza stanza. Al fine di lasciare il cliente libero di interfacciarsi come meglio crede con il nostro impianto, riteniamo opportuno garantire la completa interfacciabilità del nostro sistema e non fornire I termostati. Ci limitiamo quindi alla fornitura di tutte le testine elettriche su ogni circuito dell'impianto di riscaldamento in modo che questo sia facilmente interfacciabile con l'impianto del cliente. Le elettrovalvole che noi forniamo per questo servizio sono 230V, quindi compatibili con qualsiasi sistema di gestione sia domotico che di tipo tradizionale